La collezione di Luigi Bellasi alla Pinacoteca Züst di Rancate
La Pinacoteca Züst è un piccolo museo molto apprezzato dai veterani amatori d'arte del nostro cantone. È invece solitamente poco conosciuta da coloro che si cominciano ad avvicinare, forse timidamente, al mondo delle esposizioni.
Un museo piccolo, sì, ma di qualità. Un museo che riesce sempre a sorprende i suoi visitatori con originali idee e seri cataloghi, seguendo avvedutamente un criterio espositivo per cui una delle due mostre organizzate all'anno è dedicata ad artisti o argomenti celebri ed internazionali mentre l'altra restringe il campo al nostro territorio.
La Pinacoteca Züst di Rancate è infatti particolarmente attenta a promuovere, o meglio, spesso a far riscoprire, tesori artistici ticinesi, ed è magari il museo più capace in Ticino a spaziare tra i generi e le epoche, senza legarsi a nomi o generi che finiscono per caratterizzare l'intero ente espositivo.
Locandina della mostra
Questa volta la mostra primaverile, inauguratasi il 23 marzo 2013, è dedicata ad una collezione privata appartenuta ad un importante patrizio luganese: Luigi Bellasi (1919-1987).
La scelta, da parte della pinacoteca di Rancate, di dedicare la mostra al collezionista Bellasi è particolarmente vincente, poiché quest'ultimo arricchì la propria raccolta seguendo il criterio della ticinesità. Essendo profondamente legato al proprio territorio il patrizio luganese si interessò a tutto ciò che poteva rappresentarlo: dalle stampe con un valore piuttosto documentario, a preziosissime carte geografiche (in mostra si può osservare una rara prima edizione del Theatrum Orbis Terrarum di Abraham Ortelius), fino ai vari e disparati quadretti che pressapoco illustrano l'Ottocento ticinese e quindi in parte anche quello lombardo.
Abraham Ortelius, Typus Orbis Terrarum (prima carta, Teatrum Orbis Terrarum), 1570, 38.2x52.5 cm. Incisore: Frans Hogenberg.
La mostra non è adatta a chi cerca grandi e scenici nomi dell'arte ma a coloro che vogliono fare un tuffo nel Ticino di un secolo e mezzo fa, ricordare i nomi che hanno fatto la nostra storia e la nostra arte.
Non troverete i capolavori da 'sindrome stendhaliana' ma un percorso che permette di sbirciare in un bizzarro appartamento (Bellasi appendeva tutti i suoi acquisti) destinato a scomparire, che con la sua varietà e i suoi piccoli nuclei tematici ci svela i gusti e forse le manie di un collezionista compulsivo innamorato della sua città e del suo cantone.
Luigi Rossi, Figura femminile, s.d., acquarello su carta, 17.8x11 cm.
Mostra interessante e curata, con alcune chicche squisite come ad esempio il già citato Atlante di Ortelius, le incisioni sullo spostamento dell'obelisco vaticano (un cantiere che ebbe luogo nel 1586 per mano di Domenico Fontana, architetto melidese emigrato a Roma al servizio di Sisto V), gli acquarelli di Luigi Rossi e i quadretti del luganese Carlo Bossoli.
Carlo Bossoli, Algeri, s.d., tempera su carta, 23.5x26.3 cm.
Se volete farvi un'idea più precisa sull'esposizione potete guardare il breve documentario (23 minuti) girato per l'occasione dalla tsi.




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